Il titolo con cui abbiamo voluto qualificare il nuovo anno pastorale, vuole richiamarsi al tema scelto dalla
Diocesi: “Educare al lavoro e alla festa per una vita buona”. Come ricorda il nostro Arcivescovo nella lettera
pastorale ci inseriamo nel cammino di tutta la Chiesa italiana, che dedica il decennio che stiamo attraversando
all’ Educazione, e come orientamento pastorale diamo spazio ad un ambito fondamentale della vita di ogni
persona, quale è il rapporto tra lavoro e festa.
Riprendendo le parole della lettera pastorale, “per un credente il tempo della festa è il tempo primo, quello
verso il quale tutto raggiunge il suo culmine e dal quale prende vita (…); la festa custodisce le ragioni
profonde della gioia e della speranza che consentono al credente di non scoraggiarsi anche davanti a difficoltà
e problemi che possono essere insormontabili”.
A motivo della centralità della festa, memoria dell’azione creatrice e redentrice di Dio, quest’anno vorremmo
darci come obiettivo, nei cammini dei gruppi parrocchiali rivolti ai giovani e ai ragazzi, di ripartire dalla
gioia dell’incontro con Cristo nella festa, quale luogo di educazione primaria alle relazioni fraterne, per
essere testimoni di speranza nei luoghi di vita frequentati dai giovani.
E’ l’incontro con Cristo, è il nostro progressivo radicarci in una relazione filiale con il Padre, per mezzo del Figlio,
che consente di trasfigurare ed accendere la nostra vita, e rinsaldare le nostre relazioni quotidiane. Quest’anno
pastorale partiamo forti dell’ esperienza della Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid che, come ricordava
il nostro Vescovo “è stata la più faticosa fisicamente, ma anche la più ricca spiritualmente”. Tanti sono i ricordi
che più di 800 giovani modenesi si portano nel cuore della GMG spagnola; vogliamo raccogliere un invito a
partire dalla terza catechesi del nostro Vescovo Antonio ad Alcalà: “Porsi in missione è vivere nel mondo
animati dalla virtù della speranza, che illumina il proprio impegno quotidiano in ogni sua espressione. La prima
forma di missione è la testimonianza di vita, è suscitare mistero, suscitare cioè in chi incontri la domanda “ma
qual è il segreto che porta nel cuore questo giovane? Perché agisce così?”Si fa missione facendosi compagni di
viaggio testimoniando una vita bella, buona, beata, nella consapevolezza che si misura la verità della fede sulla
verità e sulla bellezza della vita che suscita”.
Alla luce di questo obiettivo, individuiamo 4 suggerimenti concreti per i cammini dei gruppi:
-Riscoprire la bellezza della Domenica quale Giorno dell’incontro con Cristo nella festa
-Accompagnare i ragazzi a tradurre la festa dell’incontro con Cristo vissuto a Madrid in relazioni stabili capaci
di rendere vitali i luoghi della vita quotidiana
-Consolidare i gemellaggi tra parrocchie che già hanno condiviso il cammino della GMG, aiutando coloro che
non hanno potuto partecipare all’esperienza di Madrid, a conoscere e incontrare altre realtà parrocchiali o
associative
-Promuovere e sostenere l’ accompagnamento e la formazione dei gruppi dei giovanissimi, rilanciare la
formazione dei giovani grandi (over 18), favorendo itinerari di fede e percorsi vocazionali anche all’impegno
sociale e politico, attraverso la conoscenza della dottrina sociale della Chiesa e del proprio territorio.
Testi di riferimento che riteniamo centrali per il cammino degli educatori, oltre alla centralità dei
Vangeli e della Parola di Dio:
- Lettera pastorale del Vescovo : “Sei giorni lavorerai …ma il settimo giorno è in onore del Signore, tuo Dio.
Educare al lavoro e alla festa per una vita buona”
- Costituzione pastorale “Gaudium et spes” sulla chiesa nel mondo contemporaneo
- Sussidio biblico-pastorale sul testo biblico dell’anno: “Commento a Genesi 1,1-12,4”
- “You Cat” per conoscere e vivere la fede della Chiesa
- Settimanale Diocesano “Nostro Tempo n. 29”, il quale contiene una sintesi delle catechesi del nostro
Vescovo e le testimonianze di alcuni giovani modenesi alla GMG di Madrid.